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sabato 24 febbraio 2007

Edmus

D. Barzi, S. Gorla e P. Guiducci - CARTA CANTA I fumetti nella musica. La musica nei fumetti
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CARTA CANTA I fumetti nella musica. La musica nei fumettiA cura di Davide Barzi, Stefano Gorla e Paolo GuiducciCartoon Club, Rimini 2002

"Percorsi paralleli fra due linguaggi, la musica e il fumetto, che a prima vista sembrano enormemente distanti. A prima vista. Se ci avviciniamo, tendiamo le orecchie, occhieggiamo disinibiti, scopriamo le consonanze fra due linguaggi che sollecitano le corde dell’emozione (…) Linguaggi che amano la contaminazione. (…) Linguaggi che affascinano raccontando storie, dando corpo a emozioni e sollecitando curiosità, fantasia, creatività, arte. La carta canta, il suono si vede."Così esordisce Stefano Gorla, uno dei tre curatori di questo libro, nell’introduzione di Carta Canta, una raccolta di dati, curiosità e riflessioni a metà strada fra il mondo dei fumetti e quello dei suoni e della musica. "Qui si suona e si disegna, si legge e si ascolta. Siamo in polifonia, nel senso tecnico del termine, delle diverse voci per una scrittura musicale. Voci che testimoniano la passione e le contaminazioni tra musica e fumetto, i loro incontri, gli scontri, le giustapposizioni, illazioni deliranti e documentate chiavi di lettura"Si alternano infatti una quindicina di prestigiosi nomi nel campo del fumetto e della critica del fumetto, con interventi, considerazioni, cataloghi che cercano di delineare percorsi paralleli e affinità nel raccontare storie con "penne, pennarelli e spartiti". Un terreno di indagine pieno di insidie anche per la doppia competenza richiesta: fumettistica e musicale. Forse è questa la ragione per cui un lavoro di tale argomenta può essere realizzato solo col concorso di più persone. Ma è difficile anche per la vasta mole di informazioni entro cui occorre muoversi e fare ricerca: dai fumetti Disney italiani a quelli di Bonelli, dai comics della Marvel ai manga giapponesi. L’elenco sarebbe veramente lungo e abbraccerebbe gusti e ricordi di diverse generazioni.
Un secolo di attività che comincia alla fine dell’ottocento con la nascita del fumetto, intrattenimento subito abbinato e imparentato con generi musicali altrettanto popolari quali il vaudeville e il minstrel. Eclatante esempio di contaminazione è Yellow Kid, capriccioso bambino dall’inconfondibile vestitino giallo che deve il suo nome alla strofa di una canzone tratta da un musical molto in voga. Nato come personaggio dei comics, per la sua popolarità e simpatia, venne ben presto portato sulle scene dei teatri. Lo ritroviamo anche nei primi economici spartiti musicali (music sheets) insieme a canzoni di successo che cominciavano a diffondersi grazie ai primi costosi cilindri per grammofoni. In epoca più recente fu il mercato discografico a strizzare l’occhio ai creatori dei fumetti e lo fece principalmente chiedendo di caratterizzare la confezione del longplaying. "Il lavoro di fumettisti e illustratori per le cover di album musicali è forse il massimo punto di contatto fra musica e fumetto dopo (o a fianco?) dei testi delle canzoni che citano esplicitamente personaggi della Nona Arte." (Cantarelli, pag.24)
Copertine di Milo Manara, Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Guido Crepax, solo per citarne alcuni, hanno accompagnato e integrato la creatività di Frank Zappa, Vecchioni, Amedeo Minghi, Massimo Ranieri, Enzo Avitabile. Così come numerosi personaggi del mondo dei fumetti sono stati citati nei testi delle canzoni: Vil Coyote (Eugenio Finardi), Topolino (PFM), Flash Gordon (Queen), Braccio di Ferro (Samuele Bersani) e molti ancora.Altre volte la popolarità dei musicisti è stata ripresa da disegnatori che hanno calato nel proprio mondo fantastico gruppi come i Beatles, cantanti come Billie Holiday, autori come Bob Dylan. Spesso con gli stilemi propri del linguaggio fumettistico sono state realizzate vere e proprie biografie di musicisti famosi. E’ il caso dell’etichetta Marvel Music Comics che nelle intenzioni degli autori avrebbe dovuto portare alla lettura dei fumetti gli appassionati di musica.A completamento del libro compaiono tre interessanti appendici. "Copertine di dischi realizzate da fumettisti" e "Fumetti nelle canzoni" raccolgono, come dicevamo, un ampio elenco di canzoni italiane e straniere con riferimento ai fumetti e di copertine di album realizzate da disegnatori e illustratori. Infine l’appendice "Videoclip in animazione" che contiene video alcuni completamente animati, altri con sequenze miste, ma anche sigle televisive.
Per concludere vorremmo sottolineare il grande interesse che ha una pubblicazione del genere per coloro che si occupano di educazione musicale. E’ possibile attingere a una quantità di informazioni veramente considerevole, da cui prendere le mosse per ideare progetti o attività più o meno articolate: per esempio valorizzando gli aspetti sonoro musicali di onomatopee ed espressioni slang utilizzate in modo così caratteristico nelle diverse pubblicazioni, oppure ricercando e inventando musiche che sappiano adeguatamente commentare le storie proposte. In alcuni casi il legame fra i due linguaggi è molto stretto, come nel caso di alcuni disegnatori che hanno inserito stralci di spartito nella propria tavola: in che modo far cantare e suonare quelle stesse pagine che danno indicazioni musicali molto precise? Ben sappiamo che non si tratta di novità assolute nel campo dell’educazione musicale, gli esempi non mancano, ma pensiamo sia interessante e degna di segnalazione l’ampiezza degli spunti e delle idee che è possibile trarre dalla lettura o consultazione di questo libro che, come dicono gli autori, rappresenta un work in progress aperto a integrazioni e approfondimenti.

Davide Donelli

(link alla pagina originale qui)

Sergio Bonelli Editore

QUANDO I COMICS CANTANO!

Dopo essere stato presentato in anteprima alla tredicesima edizione della Comiconvention, svoltasi a settembre presso il Quark Hotel di Milano, approda in tutte le librerie "Carta canta", un volume che intende raccontare e analizzare i rapporti tra il mondo della musica e il mondo dei fumetti. Quello dalle note alle strip è un viaggio a volte lunghissimo, altre volte da compiere rimanendo fermi. In teoria, infatti, le due modalità espressive sono lontane e, per alcuni versi, inconciliabili. Il fumetto è muto, nonostante lo neghi con ostinazione, utilizzando le onomatopee. La musica, invece, non può disporre di quella che Federico Fellini chiamava "la fissità", anzi, prima dell'avvento del videoclip, aveva come unica immagine di riferimento la copertina degli album in vinile. Eppure, i due linguaggi hanno tentato spesso di avvicinarsi, di copiarsi l'un l'altro, di contaminarsi. Sin dalla fine del Ventesimo secolo, per esempio, i musicisti non soltanto hanno usato gli eroi dei comic-books come spunto per creare delle canzoni (chi non ricorda "Hanno ucciso l'Uomo Ragno" degli 883?), ma hanno chiamato diverse volte i disegnatori di fumetti (tre per tutti: Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Hugo Pratt) a illustrare le cover dei loro dischi. Non si contano, infine, le biografie a fumetti di gruppi e cantanti o le apparizioni speciali degli stessi nelle testate di famosi personaggi. Basti sapere che i Beatles sono apparsi come ospiti di un albo dedicato a due componenti dei Fantastici Quattro, la Cosa e la Torcia Umana, e che questi ultimi sfoggiavano, a loro volta, in copertina l'acconciatura a caschetto che i Quattro di Liverpool avevano reso una moda universale. La casistica potrebbe proseguire per pagine e pagine… Anzi, prosegue per pagine e pagine, esattamente per le circa duecento che compongono "Carta Canta", l'illustratissimo volume, pubblicato da Cartoon Club, curato da Davide Barzi, Stefano Gorla e Paolo Guiducci, con interventi di alcuni tra i più quotati esperti del settore: Marco Barlotti, Luca Boschi, Alessandro Bottero, Andrea Brusoni, Ade Capone, Loris Cantarelli e Alfredo Castelli, Luca Cerretti, Luca Crovi, Tito Faraci, Guido Michelone, Roberto Pesci e Smoky Man. Oltre ai saggi storico-critici che ne fanno, senza ombra di dubbio, il testo più completo mai pubblicato sull'argomento, "Carta canta" contiene tre appendici in cui viene affrontata un'impresa titanica: catalogare tutte le canzoni in cui appare un personaggio dei fumetti, tutte le copertine di dischi disegnate da cartoonist, tutti i videoclip animati. A impreziosire ulteriormente l'opera, una suggestiva copertina di Oskar e una poetica quarta di copertina realizzata da Anna Lazzarini. Chi volesse può richiederlo scrivendo a Cartoon Club, via Circonvallazione Occidentale 58, 47900 Rimini, oppure all'indirizzo Internet dbarzi@libero.it.

(link originale qui)

AmadeusOnLine

CARTA CANTA: I FUMETTI NELLA MUSICA, LA MUSICA NEI FUMETTIa cura di Davide Barzi, Stefano Gorla e Paolo GuiducciRimini / Cartoon Club / 2002 / € 14.00

GIUDIZIO: ****

IL CONTENUTO:
1895-1960: da Yellow Kid a Louis Armstrong
1960-1970: dall'Uomo Ragno ai Beatles
1970-1980: da Alack Sinner a Charlie Parker
1980-2000: da Martin Mistère agli 883
Della penna, del pennarello e dello spartito
Banda sonora
Il suono del cartone

Bella impresa quella di voler affrontare in modo organico il legame tra due argomenti così popolari come i fumetti e la musica. Ed è proprio questa relazione che il volume Carta canta: i fumetti nella musica, la musica nei fumetti (curato da Davide Barzi, Stefano Gorla e Paolo Guiducci) si è prefissato di sviscerare. Nelle note di copertina di questo libro, edito dalla Cartoon Club (che pubblica anche Fumo di China), le premesse sono ambiziose: «Questo libro, firmato da alcuni dei nomi più prestigiosi nel campo della storia e della critica del fumetto, presenta per la prima volta in maniera organica la storia del rapporto tra note e strisce. Nomi, date, dati, curiosità: il volume più completo che sia mai stato scritto sull’argomento». Sia chiaro che non è un volume da leggere in sequenza, dalla prima all’ultima pagina come un romanzo, ma è un opera da sfogliare, consultare, e che, soprattutto, ha il merito di portare in primo piano il legame tra arti visive e musica. Un legame che è sempre esistito sia in ambienti “ricchi” di cultura, come, per esempio, quello in cui si è consalidato il legame artistico e di amicizia tra Vassilij Kandinskij e Arnold Schönberg (lui stesso pittore e musicista), sia in ambienti “poveri”, come quelli in cui si muovevano i cantastorie meridionali, che accompagnavano le loro cronache musicate con tabelloni disegnati. Il percorso narrativo di Carta canta prende spunto dai vari generi musicali e in essi presenta personaggi dei fumetti che incontrano la musica o personaggi della musica che diventano protagonisti delle strisce (tutto un capitolo è dedicato ai Beatles). Si tratta sicuramente di un’opera non esaustiva. Dando merito all’immenso lavoro svolto per arrivare alla stesura definitiva e accettando le doverose precisazioni dei curatori in sede di conferenza stampa (che hanno denunciato alcune mancanze ed errori di stampa, che verranno integrati in una successiva ristampa), alcune dimenticanze, però, si notano subito. La più macroscopica è quella di aver omesso d’inserire forse l’‘anello di congiunzione’ più famoso tra fumetti e musica: la partitura del brano per voce sola Stripsody di Cathy Berberian, che invece di utilizzare le consuete note si avvaleva dei suoni onomatopeuci delle strisce, stampati sullo spartito. Merito per essersi ricordati del musical-balletto dedicato a Dylan Dog andato in scena al Teatro Filarmonico di Verona nel 1999, ma una parola si poteva spendere per Marco Tutino, autore delle musiche dello spettacolo. Ultima considerazione negativa: la compilazione particolareggiata dell’indice poteva estendersi anche ai personaggi dei fumetti e non solo ai disegnatori e ai musicisti. Questi appunti negativi, però, non oscurano certamente il valore dell’opera, che è un originale punto di partenza per intraprendere un viaggio nella musica accompagnati dai personaggi delle strisce, oppure per scoprire i personaggi di “carta” seguendo le note. A completare l’opera i curatori hanno inserito le monografie di autori “divisi a metà” tra i due argomenti (Francesco Guccini, Gianfranco Manfredi, Alan Moore, Grant Morrison e Andrea Pazienza) e tre dettagliatissime appendici: Tutti i fumetti nelle canzoni, Tutte le copertine di dischi realizzate da fumettisti, Tutti i videiclip animati. Voglio spendere un ultimo elogio per i disegni presenti sulla copertina e il retro di essa. Sulla prima troviamo una improbabile band (con, tra gli altri, Corto Maltese al contrabbasso, Andrea Zanardi al pianoforte e Snoopy al sax) disegnata da Oskar, disegnatore per Alan Ford. Mentre sul retro di copertina, concepita da Anna Lazzarini (disegnatrice per Legs Weaver), l’Uomo Ragno, al pianoforte, dedica una poetica serenata a una estasiata Lucy (e il brano è doverosamente la beatlesiana Lucy in the Sky with Diamonds). Il volume Carta canta è in vendita in tutte le fumetterie d’Italia oppure si può richiedere all’editore Cartoon Club – via Circonvallazione Occidentale 58 – 47900 Rimini – email: fdc.rimini@libero.it

Riccardo Santangelo

Recensione: Ottobre 2002

(link pagina originale qui)

Dispenser on line

20/12/2002 - NOTE E BALOONS: STORIA DI UN FLIRT DALLE ANTICHE ORIGINI

Come abbiamo già detto la scorsa settimana a proposito non so più di cosa, quando due tecniche espressive o forme narrative entrano in contatto, succedono cose terribili. Basti pensare ai film che parlano di scrittori, dove indipendente dallo scrittore raccontato, ci sono sempre artisti tormentati e incompresi contro la società. Oppure parliamo dei libri tratti dai film, che nel rincorrere una storia per immagini diventano lunghe descrizioni noiosissime intervallate da dialoghi fulminei. Questa sera ci occupiamo di un connubio che costituisce un eccezione: non solo funziona, ma presenta risvolti davvero interessanti. A DISPENSER si parla della musica dentro ai fumetti. [mfb]

A differenza che in letteratura, dove questo è avvenuto in maniera sensibile solo di recente, il mondo dei fumetti e quello della musica hanno da sempre coltivato rapporti di reciproco scambio.
Basti pensare che nel lontano 1897 William Friday jr. dedicò una canzone a Yellow kid, carattere ideato da Richard Outcault e considerato il primo vero personaggio dei fumetti. O che Louis Armstrong trasse il titolo di uno suoi pezzi più famosi, Heebie Jeebies, da un modo di dire ricorrente nel fumetto Barney Google.
Adesso, a raccontarci genesi e sviluppo di questa relazione arriva “Carta canta”, interessante volume edito dalla Cartoon Club al prezzo di 14 euro.
Curato da Davide Barzi, Stefano Gorla e Paolo Guiducci il libro è diviso in tre parti.
Nella prima, la più corposa, quattro capitoli divisi temporalmente esaminano le influenze reciproche tra fumetto e musica. Nella seconda l’attenzione si rivolge ad alcuni casi specifici - Francesco Guccini, Gianfranco Manfredi, Alan Moore e Grant Morrison – mentre la terza è un’appendice che elenca in maniera esaustiva le canzoni in cui vengono citati personaggi dei comics o i loro autori, le copertine di album disegnate da fumettisti e persino i videoclip realizzati in forma di animazione.
Sebbene, come già detto, i primi contatti risalgano all’ottocento,
il legame fra le due arti conobbe un vero e proprio boom negli anni sessanta.
La contestazione giovanile portò infatti alla nascita, da una parte della musica psichedelica, dall’altra dei primi fumetti underground come il celebre ZAP.
E un autore di punta del periodo, Robert Crumb, disegnò una delle più celebri copertine del flower power musicale: quella dell’album “Cheap Thrills” di Janis Joplin.
Non tutti però sanno che il disegnatore californiano, a metà degli anni ottanta, contribuì anche all’artwork di “Canto pagano”, disco dei fiorentini Moda prodotto fra l’altro da Mick Ronson.
Sempre negli anni sessanta, notevole fu senza dubbio l’impatto dei Beatles, che li portò ad apparire persino in un fumetto necessariamente antimoderno come Asterix.
Da lì ai giorni nostri il legame tra fumetto e musica è divenuto via via più intenso e il confine tra i due mondi sempre più labile, tanto che oggi esistono gruppi con un immaginario dichiaratamente fumettistico come i Gorillaz o i nostrani Tre Allegri Ragazzi Morti.
Carta canta è dunque un volume zeppo di aneddoti e curiosità, che riesce nella non facile impresa di coniugare la storia ufficiale con elementi ed espressioni provenienti dal basso.

Alberto Forni
(link articolo originale qui)